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8 settembre 2020

Progetti di ricerca e sviluppo per l’economia circolare

L’intervento del Fondo per la crescita sostenibile per i progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito dell’economia circolare di cui alla legge n. 58-2019 di conversione del Decreto Crescita in materia di agevolazioni dirette alle imprese per favorire la transizione green delle attività economiche e attivato con il decreto 11 giugno 2020, sostiene la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative per l’utilizzo efficiente e sostenibile delle risorse, con la finalità di promuovere la riconversione delle attività produttive verso un modello di economia circolare in cui il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse è mantenuto quanto più a lungo possibile, e la produzione di rifiuti è ridotta al minimo.

In che cosa consiste il finanziamento?
La dotazione finanziaria prevede:

  • 150 milioni di euro per finanziamenti agevolati a valere sulle risorse del Fondo Rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti di ricerca (FRI)
  • 60 milioni di euro per la concessione dei contributi alla spesa a valere sul Fondo sviluppo e coesione e sul Fondo per la crescita sostenibile.

Circa la metà degli stanziamenti sono riservati a:

  • progetti delle PMI e delle reti di imprese nell’intero territorio nazionale
  • progetti da realizzare nel Mezzogiorno.

Le Regioni e Province autonome potranno cofinanziare i progetti.
Per le imprese, finanziamenti agevolati del FRI, per il 50% delle spese e dei costi ammissibili di progetto.

Al finanziamento si aggiunge un’ulteriore agevolazione sotto forma di contributo diretto alla spesa:

  • fino al 20% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione;
  • fino al 15% per le imprese di media dimensione;
  • fino al 10% per le imprese di grande dimensione.

Chi può richiedere le agevolazioni per l’economia circolare?
In base al decreto ministeriale dell’11 giugno 2020, possono beneficiare delle agevolazioni:

  1. le imprese che esercitano in via prevalente le attività di cui all’articolo 2195 del codice civile, numeri 1) e 3) (agroindustriali), ivi comprese le imprese artigiane di produzione di beni di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443;
  2. le imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
  3. le imprese che esercitano in via prevalente le attività ausiliarie di cui al numero 5) dell’articolo 2195 del codice civile, in favore delle imprese di cui alle lettere a) e b);
  4. i Centri di ricerca

Le imprese e i centri di ricerca, devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere regolarmente costituiti e iscritti nel Registro delle imprese,
  • non essere sottoposto a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente,
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati ovvero, per le imprese individuali e le società di persone, disporre di almeno due dichiarazioni dei redditi presentate,
  • non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea,
  • essere in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero,
  • non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel Regolamento GBER.

I progetti di ricerca e sviluppo ammessi al Bando economia circolare
I progetti ammissibili alle agevolazioni devono prevedere attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connesse tra di loro in relazione all’obiettivo previsto dal progetto e devono avere le seguenti caratteristiche:

  • essere realizzati in una o più unità locali in Italia;
  • avere durata tra tra i 12 e 36 mesi;
  • prevedere investimenti ammissibili tra 500 mila euro e 2 milioni di euro.

Oggetto del progetto sono le attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla riconversione produttiva delle attività economiche attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali relative a:

  1. innovazioni di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse e di trattamento e trasformazione dei rifiuti, compreso il riuso dei materiali in un’ottica di economia circolare o a «rifiuto zero» e di compatibilità ambientale (innovazioni eco-compatibili);
  2. progettazione e sperimentazione prototipale di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di simbiosi industriale, attraverso, ad esempio, la definizione di un approccio sistemico alla riduzione, riciclo e riuso degli scarti alimentari, allo sviluppo di sistemi di ciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime;
  3. sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle tecnologie per la fornitura, l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua;
  4. strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo;
  5. sperimentazione di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging) che prevedano anche l’utilizzo di materiali recuperati;
  6. sistemi di selezione del materiale multileggero, al fine di aumentare le quote di recupero e di riciclo di materiali piccoli e leggeri.

Come partecipare al Bando?
Le imprese potranno presentare domanda di partecipazione dal 5 novembre 2020.
Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello.
Con Decreto Direttoriale del 05.08.2020 il Ministero dello Sviluppo Economico ha disciplinato modalità e termini di presentazione delle domande.
Le istanze potranno accedere alla fase istruttoria sulla base dell’ordine cronologico giornaliero di presentazione.

 

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