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15 Febbraio 2021

DECRETO VIDEOGIOCHI:4 milioni di euro per l’industria dell’intrattenimento

Il Fondo per l’intrattenimento digitale finanzia lo sviluppo delle fasi di concezione e pre-produzione del videogioco, insieme alla realizzazione di un prototipo destinato alla distribuzione commerciale (numero 34 del 19 maggio 2020, all’articolo 38)

In Gazzetta ufficiale sono state pubblicate lo scorso 8 febbraio 2021 le prime informazioni sul Decreto Videogiochi, con i requisiti di accesso e le caratteristiche dei progetti ammissibili.

Meglio noto come First Playable Fund, il fondo per l’intrattenimento digitale istituito col Decreto Rilancio, vale 4 milioni di euro.

Per accedere alle agevolazioni, concesse nella forma di contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese e dei costi ammissibili, bisogna aspettate il bando del Ministero dello Sviluppo economico, di prossima pubblicazione.

Il contributo è riconosciuto ai sensi del “de minimis” e nel rispetto dei limiti previsti dal regolamento (UE) n. 1407/2013, ai sensi del quale l’aiuto massimo concedibile per ciascuna “impresa unica” non può superare l’importo di euro 200.000,00 nell’arco di tre esercizi finanziari.

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese che, alla data di presentazione della domanda di agevolazione:

  • svolgono, in via prevalente, l’attività economica di “Edizione di software” o “Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse”;
  • hanno sede legale nello Spazio Economico Europeo;
  • sono soggette a tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, ovvero per la presenza di una sede operativa in Italia, cui sia riconducibile la realizzazione del prototipo;
  • hanno un capitale sociale minimo interamente versato e un patrimonio netto non inferiori a diecimila euro, sia nel caso di imprese costituite sotto forma di società di capitali, sia nel caso di imprese individuali di produzione che di imprese costituite sotto forma di società di persone;
  • sono regolarmente costituite e iscritte come attive nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente;
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria e non sono sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  • garantiscono, nel caso in cui si operi anche in settori diversi o si esercitino anche altre attività escluse dal campo di applicazione del regolamento de minimis, con mezzi adeguati quali la separazione delle attività o la distinzione dei costi, che la predette attività esercitate nei settori esclusi non beneficiano di aiuti concessi a norma del regolamento de minimi;
  • abbiano restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero dello sviluppo economico;
  • non siano destinatarie di una sanzione interdittiva;
  • i cui legali rappresentanti o amministratori non siano stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione ai sensi della normativa in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture vigente alla data di presentazione della domanda.

I progetti ammissibili alle agevolazioni devono:

  • prevedere, attraverso lo sviluppo delle fasi di concezione e pre-produzione, la realizzazione di un prototipo di videogioco destinato alla distribuzione commerciale;
  • essere realizzati presso la propria sede operativa ubicata in Italia, come indicata nella domanda di agevolazione;
  • prevedere, ciascuno, la realizzazione di un singolo prototipo;
  • prevedere spese e costi ammissibili complessivamente non inferiori a euro 20.000,00;
  • essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione, dove per data di avvio si intende la data del primo titolo di spesa/costo ammissibile alle agevolazioni;
  • essere ultimati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, dove per data di ultimazione si intende la data dell’ultimo titolo di spesa/costo ammissibile alle agevolazioni.

I costi ammissibili e che quindi vengono coperti per il 50% dai contributi a fondo perduto del First Playable Fund sono i seguenti:

  • prestazioni lavorative svolte dal personale dell’impresa, dipendenti, con rapporto di collaborazione con contratto a progetto o di somministrazione di lavoro;
  • prestazioni professionali commissionate a liberi professionisti o ad altre imprese; compresi i servizi di consulenza;
  • attrezzature tecniche (hardware) di nuova fabbricazione acquistate per la realizzazione del prototipo, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzate per la realizzazione del progetto;
  • licenze di software.

In linea generale, spese e costi devono essere sostenute dopo la data di presentazione della domanda di agevolazione ed essere pagati esclusivamente attraverso conti correnti intestati all’impresa beneficiaria e con modalità che

consentano la piena tracciabilità del pagamento e l’immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura o al relativo documento giustificativo di costo.

Le agevolazioni saranno concesse sulla base di una procedura valutativa a sportello.

Ogni impresa potrà presentare al massimo due domande di agevolazione in relazione a due diversi progetti.

Si tratta di un intervento per il settore dei videogiochi in Italia, su esempio di altri Paesi europei, a sostegno dell’industria creativa Made in Italy e di progetti ad alto grado di innovazione ma per certi versi artigianale, visto il numero di addetti indipendenti.

Programmare un videogioco è un mestiere di altissimo talento che richiede competenze tecnologiche per generare un prodotto culturale a diffusione commerciale.

L’ Aesvi, l’Associazione che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia, descrive un tessuto imprenditoriale dove l’autofinanziamento rimane la forma di sostentamento per eccellenza degli studi di sviluppo italiani. In base alle interviste commissionate CRIET dell’Università Milano-Bicocca su 127 software house indipendenti distribuite sul territorio nazionale, l’88% dichiara, infatti, di ricorrere a risorse proprie per finanziare la propria attività.

Il supporto dello Stato va inquadrato in questo contesto. Quella del videogioco è una industria creativa, che progetta e sviluppo prodotti culturali. Non saranno startup innovative ma guardano a una tradizione molto italiana e puntano su un mercato che non accenna a rallentare.

Noi di Dyrecta Lab crediamo che quello dei videogiochi sia un mondo che porta con sé sfide molto diverse, ma altrettanto interessanti da quelle che riguardano la tradizionale produzione di software e può supportare i progetti  con servizi di consulenza e fornitura di sistemi hardware/software.

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Link utili:
Decreto MISE dell’8 febbraio 2021

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