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21 Giugno 2021

Beni Strumentali 4.0: come funziona il Credito d’Imposta

Il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 su cui si fonda il Recovery Fund italiano, prevede l’investimento di circa 24 miliardi di euro per raggiungere due obiettivi fondamentali:

  • Stimolare gli investimenti privati;
  • Dare stabilità e certezze alle imprese con misure che hanno effetto da novembre 2020 a giugno 2023.

Con la trasformazione in chiave 4.0 è possibile gestire vere e proprie reti che mettono in comunicazione macchinari, impianti e strutture produttive, sistemi di logistica, stoccaggio delle merci e canali di distribuzione.

La parola chiave è, dunque, interconnessione.

Attraverso la trasformazione digitale e con l’implementazione di sistemi di produzione cyber-fisici, i siti produttivi sono in grado di reagire quasi in tempo reale alla variazione della domanda, delle specifiche di prodotto, dei flussi di approvvigionamento delle materie prime ecc…, ottimizzando i processi di trasformazione, riducendo errori e difetti, migliorando il time to market e assicurando flessibilità, velocità e precisione.

Gli effetti della trasformazione digitale si identificano in una nuova competitività delle imprese italiane che, diversamente, avrebbero difficoltà a competere con sistemi a basso costo del lavoro.

In questo articolo tratteremo gli aspetti del nuovo piano “Transizione 4.0”, relativi al credito d’imposta per i beni strumentali 4.0.

Chi può richiedere il Credito d’Imposta per Beni strumentali 4.0.

L’agevolazione è destinata alle imprese con strutture produttive ubicate in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito, che hanno effettuato investimenti in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali.

Le agevolazioni relative ai beni materiali e immateriali 4.0

Tra gli investimenti agevolabili si trovano, appunto, gli investimenti aventi ad oggetto beni materiali 4.0 ricompresi nell’allegato A  della Legge Finanziaria 2017 (ex iper-ammortamento).

In questo caso il credito d’imposta è riconosciuto per gli investimenti avvenuti dal 16/11/2020 al 31/12/2021 (30/06/2022 se entro il 31/12/2021 l’ordine è accettato e viene pagato un acconto di almeno il 20%) per una percentuale pari al:

  • 50% del costo per la quota di investimenti fino a euro 2,5 milioni;
  • 30% per la quota compresa tra euro 2,5 milioni e euro 10 milioni;
  • 10% per la quota compresa tra euro 10 milioni e euro 20 milioni.

Per gli investimenti avvenuti dal 01/01/2022 al 31/12/2022 (30/06/2023 se entro il 31/12/2022 l’ordine è accettato e viene pagato un acconto di almeno il 20%), l’azienda ha diritto ad un credito d’imposta del:

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a euro 2,5 milioni;
  • 20% per la quota compresa tra euro 2,5 milioni e euro 10 milioni;
  • 10% per la quota compresa tra euro 10 milioni e euro 20 milioni.

Requisiti di un bene strumentale 4.0

Affinchè un bene materiale si configuri nel segmento 4.0, deve rispettare i 5 requisiti:

  1. controllo per mezzo di CNC e/o PLC;
  2. interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica;
  3. integrazione con il sistema logistico della fabbrica e/o altre macchine;
  4. interfaccia uomo-macchina semplice ed intuitiva;
  5. rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza.

In aggiunta, vi sono ulteriori 3 requisiti:

  1. sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  2. monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
  3. caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistemi cyberfisici)

di cui almeno due devono essere presenti sui beni da agevolare.

Per quanto riguarda gli investimenti aventi ad oggetto beni immateriali 4.0 ricompresi nell’allegato B , il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del:

  • 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700.000 euro per il 2020
  • 20% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1.000.000 euro nel 2021.

Come usufruire dell’agevolazione

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni (non dall’acquisto o dall’investimento, quindi, ma dalla messa in funzione secondo gli estremi del paradigma 4.0) in diretta liquidazione con gli F24 mensili.

Le agevolazioni del Piano Transizione 4.0 sono cumulabili con quelle di altri strumenti di finanziamento regionali, nazionali o europei, quali ad esempio i contributi concessi nel regime di “de minimis”.

In relazione agli investimenti materiali ed immateriali 4.0, le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato (obbligo per importo superiore ai 300.000 euro), da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi degli allegati A e B e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

La perizia è un’attività tecnica ed è dovere del perito verificare e dimostrare con i dati, in una relazione allegata alla perizia, che la macchina rientra in una delle tipologie dei beni previsti dalla legge per l’agevolazione e che soddisfa i requisiti tecnici obbligatori.

Dyrecta Lab in qualità di Istituto di Ricerca e Sviluppo e Centro di trasferimento tecnologico, offre servizi di consulenza Industria 4.0.

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Link utili:

Nuovo Piano di Transizione 4.0

Allegato A

Allegato B

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